I genitori italiani attribuiscono una grandissima importanza all’università per i figli, molto più rispetto a quelli di qualsiasi altro Paese europeo. Ciò è confermato dall’indagine condotta dalla Varkey Foundation (l’ente benefico per l’istruzione globale) a proposito degli atteggiamenti dei genitori in relazione all’istruzione ed al futuro dei propri figli. Infatti, a partire da approfonditi sondaggi di opinione realizzati da Ipsos, con l’obiettivo di valutare speranze, timori e prospettive di oltre 27.000 genitori di 29 Paesi, la Varkey Foundation ha stabilito che il 66% dei genitori italiani sostiene l’importanza dell’università per i propri figli, ed il 37% considera estremamente rimarchevole garantire loro questa possibilità. In confronto a quest’ultimo dato, la percentuale di genitori con la stessa opinione è dell’11% in Francia, del 13% in Regno Unito e Germania, e del 23% in Spagna.

L’università è considerata una garanzia per quanto riguarda la ricerca futura di un impiego. Anche l’ultimo rapporto annuale di Almalaurea riguardo al profilo ed alla condizione occupazionale dei laureati lo conferma. Infatti, si può osservare come, ad un anno dal conseguimento del titolo di studio, il 72,1% dei laureati di primo livello ed il 69,4% dei laureati di secondo livello abbiano iniziato un’attività lavorativa. Se, poi, consideriamo la situazione dopo cinque anni dal conseguimento della laurea, il tasso di occupazione sale fino all’88,6% per i laureati di primo livello e all’85,5% per i laureati di secondo livello. Stando a questi dati, investire per far studiare i propri figli è certamente oneroso, ma anche un sacrificio che si traduce in risultati concreti.

Quanto costa una laurea?

Le spese per gli studi sono molto elevate e dipendono da molteplici fattori. Sicuramente, chi decide di rimanere a vivere con i genitori deve considerare solamente i costi delle rette universitarie e dei libri, arrivando a spendere circa 3.000 euro l’anno.

Invece, per i fuori sede, che rappresentano la maggior parte degli iscritti nelle università, la questione si complica. Infatti, a prescindere dal tipo di ateneo e dalla città di riferimento, si parla di decine di migliaia di euro all’anno. Secondo l’OCSE, considerando l’affitto, la spesa al supermercato, le tasse universitarie ed i libri la cifra si aggira attorno ai 9.000 euro l’anno. Di conseguenza, a seconda del corso di Laurea Triennale o Magistrale, risulteranno rispettivamente 27.000 e 45.000 euro di spese annuali.

Tuttavia, questi numeri non risulteranno così impressionanti se consideriamo che in città come Milano, Bologna o Roma una stanza singola costa, in media, 450 euro al mese. All’affitto, ovviamente, bisogna aggiungere le spese delle caparre, delle bollette e dei viaggi di ritorno a casa durante le feste.

Inoltre, è necessario sottolineare il fatto che le rette universitarie sono calcolate sulla base del reddito familiare e che, purtroppo, non sempre risultano sostenibili per tutti. Per proporre qualche esempio, l’Università Bocconi di Milano prospetta una retta annuale che va dai 17.700 euro ai 23.700 euro, dunque una Laurea Triennale andrà a costare 53.300 euro ed una Magistrale 71.300 euro. Le tasse per La Sapienza di Roma, invece, si aggirano tra gli 11.900 ed i 13.700 euro annui, si tratta di 35.700 euro in tre anni e 41.300 in cinque. Cifre alquanto notevoli, che, secondo una rilevazione Istat, hanno comportato non poche difficoltà economiche con conseguente abbandono degli studi per circa il 10% degli studenti.

La laurea è un traguardo imprescindibile

Nonostante questi dati, il conseguimento della laurea rappresenta ancora un traguardo irrinunciabile per molte famiglie italiane. Tra quelli proposti, le belle arti, le discipline umanistiche, il giornalismo e le scienze sociali sono i campi di studio più gettonati. Infatti, sempre secondo l’OCSE, il 30% dei laureati si sono specializzati in uno di questi settori, mentre il 24% ha scelto indirizzi scientifici.

Quali soluzioni adottare?

Sicuramente, riuscire con regolarità a mettere da parte una buona somma, investita in maniera opportuna, per ottenere una cifra consistente, riduce le spese da affrontare al momento dell’iscrizione all’università. Dunque, la primissima soluzione da adottare consisterà nella programmazione di un immediato progetto di risparmio: prima si comincia, meglio è.

Inoltre, è opportuno sottolineare che i genitori dei futuri laureandi sono aiutati da ottimi espedienti che aiutano a prevedere i costi. Il Sole 24 Ore, ad esempio, mette a disposizione uno strumento che, in seguito alla compilazione di un apposito modulo, calcola tutte le spese da sostenere per l’indirizzo di studi scelto.

La pianificazione prima di tutto

Avere un’idea chiara delle spese da sostenere per l’università dei propri figli permette di capire quale sia l’obiettivo da raggiungere ed entro quale data. Quando i tempi sono certi e l’obiettivo è chiaro, i genitori hanno già a portata di mano quasi tutte le informazioni che servono per pianificare un investimento.

Ma, in che modo scegliere l’investimento giusto? Sicuramente, la decisione più adatta è quella di affidarsi ad un consulente preparato e di iniziare a risparmiare il prima possibile. Un bravo consulente, insieme alla prospettiva di molti anni a disposizione, sono due ingredienti essenziali che aiutano a creare un solido capitale. Quest’ultimo, potrà essere facilmente utilizzato per le spese universitarie dei figli, anche solo con un risparmio di 100 euro al mese.

Un investimento per lo studio dei figli, dunque, rappresenta un progetto a lungo termine che porta con sé una determinata strategia da applicare. Una tra tutte è, ad esempio, quella del Piano di Accumulo del Capitale (PAC), che contempla il versamento regolare di una somma prefissata in un progetto, in un fondo di investimento. Distribuendo nel tempo l’acquisto di strumenti finanziari, gli ingressi sul mercato avvengono in momenti diversi. Questo permette di abbassare il prezzo medio di acquisto e, al tempo stesso, di contenere il rischio dell’investimento perché diminuisce l’instabilità economica.

Garantire il futuro a partire dal presente

Qualunque sia la strategia, la cosa migliore da fare è agire quanto prima nel cercare una soluzione di investimento sostenibile. Ovviamente, ciò risulterà possibile solo avvalendosi dell’aiuto di efficaci consulenti. Infatti, assunto l’obiettivo, iniziando a pianificare e risparmiare a partire dalla nascita dei figli, o comunque quando sono ancora piccoli, sarà possibile accumulare un capitale considerevole.

Abbiamo la possibilità di prevedere quali saranno le spese da sostenere per far studiare i nostri figli. Ma è necessario tenere a mente il fatto che non esista una soluzione unica per tutti, poiché ogni progetto di questo tipo deve essere analizzato ad personam. Dunque, informiamoci ed approfittiamone senza lasciarci intimorire dai costi: le soluzioni adottate oggi rappresentano una garanzia per il domani.